Posts Tagged ‘arcade

02
Apr
10

Ricordi: Vacanza a Sappada 1991, parte 1

videogiochi arcade anni 80 PESSIMO vestiario

Sfocato, meglio.

Questa foto antica insegna 2 cose, ma forse anche di più.

1) Mi piace fare cose inutili (giocare con i videogiochi)
2) Non mi piace fare cose utili (vestirmi decentemente)

Oltre a questi dati di fatto, apprezzo molto il fatto che il coin op in primo piano sia venuto più a fuoco di me. Continua a leggere ‘Ricordi: Vacanza a Sappada 1991, parte 1’

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16
Mar
10

DeSaGioca: PANG! 3 (Panic Mode)

:D

Vi ricordate Xain’d Sleena? No? Fa niente, perché oggi si “palla” di PANG! 3.

È vero, i personaggi del primo PANG! restano nettamente i più carismatici, ma niente Panic Mode = Oh noes, quindi ci accontenteremo del bruttino pre-render del 3. Nel filmato troverete consigli utili a superare indenni i primi dieci livelli del panic mode, consigli che senza ombra di dubbio vi torneranno utili anche nella vita di ogni giorno. Per esempio la prossima volta che entrerete in un negozio di palloncini con un arpione automatico.
Clicca QUI per fare parte del jet-set schivapalle.

28
Feb
10

Il cannoncino misterioso

prova

Si inizia con tre vite, chi sta giocando ne ha due e sullo schermo vedo una sola testa. C'è un senso in questa vita?

Vedete dei cannoni nell’immagine qui sopra? No? Bene.

Nemmeno io, nel 1986, nella squallidissima sala giochi del Parco Rosati a Roma ne vedevo, eppure tutti parlavano di cannoncini. In particolare dell’ultimo: “Mortacci sua m’è rimasto solo l’ultimo cannoncino!” Solo dopo qualche minuto mi resi conto che i garbati astanti si riferivano alle vite a disposizione.

L’ultima vita è importante. È importante perché è solo in quel momento che ci rendiamo conto che il nostro fallimento è a un passo, che forse, effettivamente, la principessa non riusciremo a salvarla nemmeno questa volta, a meno di regalare miliardi in gettoni al dio dei videogiochi.

L’ultima vita è importante anche perché è quella più simile alla vita vera. Dopo c’è solo il game over. Non a caso, infatti, l’ultima vita è quasi sempre quella in cui ci impegniamo di più (a patto che il gioco non ci scoraggi in maniera ingiusta, per esempio con la perdita di tutte le armi e potenziamenti, vizio presente in molti spara e fuggi anni ’80). È come se ci ricordassimo di “dare il massimo” solo quando siamo alle strette, un processo mentale non poi troppo dissimile dal rimandare a domani quello che si potrebbe fare oggi, se ci pensate.